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  • Ecosistemi rupestri, mosaici di praterie aride e garighe e formazioni forestali (perlopiù di conifere) presenti su litosuoli oliofitici a costituire paesaggi di elevato interesse naturalistico. Tali ecosistemi ad elevata caratterizzazione geologica si localizzano in Valtiberina,estendendosi sui rilievi dei Monti Rognosi o dei poggi circostanti Pieve Santo Stefano, ed ospitando numerosi habitat di interesse comunitario, specie vegetali serpentinofite ed endemiche dei suoli ofiolitici e specie animali di interesse conservazionistico.

  • Il PTC, in forma complementare al PIT/PPR (articolo 8 della Disciplina del piano del PIT/PPR) e alla Parte II Capo II della presente disciplina (Patrimonio territoriale ed Invarianti Strutturali), concorre alla tutela dei caratteri ecosistemici del paesaggio che costituiscono la struttura biotica dei paesaggi toscani ed aretini e che definiscono nel loro insieme un ricco eco-mosaico, ove le matrici dominanti risultano prevalentemente forestali o agricole, cui si associano elevati livelli di biodiversità e importanti valori naturalistici e ambientali. A tal fine il PTC persegue l’obiettivo generale di elevamento della qualità ecosistemica del territorio, attraverso la costituzione di una efficiente Rete ecologica provinciale che, nel declinare e dettagliare i contenuti definiti a scala regionale, assicuri un’alta permeabilità ecologica del territorio nelle sue diverse articolazioni e l’equilibrio delle relazioni fra componenti naturali, seminaturali e antropiche dell'ecosistema.

  • Elemento patrimoniale in parte sovrapposto agli elementi precedenti, pone in evidenza come elemento valoriale la struttura fitta della maglia agraria, a prescindere dalla natura delle sue coltivazioni. Elemento ampiamente distribuito nel territorio provinciale localizzandosi preferibilmente nelle fasce pedecollinari e pedemontane, si caratterizza per la diversificazione Colturale, la densità delle dotazioni ecologiche (siepi, filari alberati) e, nelle pianure alluvionali per la densità del reticolo idrografico minore e del reticolo di bonifica. Per le loro caratteristiche fisionomiche e strutturali e per la buona permeabilità ecologica, le colture tradizionali a maglia fitta costituiscono una componente importante delle Aree agricole classificabili come “Ad alto valore naturale “High Nature Value Farmland” (HNVF).

  • Per le “Antiche percorrenze ed itinerari di interesse storico documentale”, i percorsi qualificabili quali “Rete escursionistica regionale” e le “Ippovie di interesse regionale e provinciale”, la provincia promuove accordi e intese interistituzionali e, più in generale, con le associazioni e le agenzie (comunque denominate) interessate all’utilizzazione e fruizione, finalizzate a promuoverne forme innovative di gestione e manutenzione.

  • Reticolo idrografico principale e secondario caratterizzato da alti livelli di qualità ecologica complessiva (qualità delle acque e dell’habitat fluviale) e/o dalla presenza di specie vegetali e animali ecologicamente caratteristiche, corrispondente ai nodi e agli ecosistemi fluviali di elevata idoneità della rete ecologica fluviale. Si tratta quindi di tratti di ecosistemi fluviali con funzione di sorgente di biodiversità acquatica spesso caratterizzati da acque classificate asalmonidi, da vegetazione ripariale più o meno continua e sviluppata, e da uno Stato Ecologico elevato oppure buono.

  • Aree di pertinenza dei centri antichi rappresentate nella loro configurazione storicamente consolidata, per la salvaguardia del valore paesaggistico degli stessi da realizzarsi tramite la rigorosa e prioritaria tutela dell’intorno territoriale contiguo.

  • L’edilizia rurale di antica formazione è costituita da un innumerevole patrimonio di edifici di impianto storico a diverso grado di complessità e conservazione, considerato come sistema di elementi puntuali permanenti di pregressi assetti insediativi. Variabile nelle consistenze e nelle tipologie edilizie, l’edilizia rurale di antica formazione corrisponde, nella rappresentazione cartografica del PTC, ad una prima ricognizione di beni così come deducibili da fonti cartografiche certe e omogenee e pertanto non esaustiva. Per queste caratteristiche il bene patrimoniale considerato è trasversale ai diversi morfotipi insediativi che il PIT/PPR riconosce nel territorio della provincia di Arezzo.

  • Per le “Antiche percorrenze ed itinerari di interesse storico documentale”, i percorsi qualificabili quali “Rete escursionistica regionale” e le “Ippovie di interesse regionale e provinciale”, la provincia promuove accordi e intese interistituzionali e, più in generale, con le associazioni e le agenzie (comunque denominate) interessate all’utilizzazione e fruizione, finalizzate a promuoverne forme innovative di gestione e manutenzione.

  • Il PTC, in forma complementare al PIT/PPR (articolo 8 della Disciplina del piano del PIT/PPR) e alla Parte II Capo II della presente disciplina (Patrimonio territoriale ed Invarianti Strutturali), concorre alla tutela dei caratteri ecosistemici del paesaggio che costituiscono la struttura biotica dei paesaggi toscani ed aretini e che definiscono nel loro insieme un ricco eco-mosaico, ove le matrici dominanti risultano prevalentemente forestali o agricole, cui si associano elevati livelli di biodiversità e importanti valori naturalistici e ambientali. A tal fine il PTC persegue l’obiettivo generale di elevamento della qualità ecosistemica del territorio, attraverso la costituzione di una efficiente Rete ecologica provinciale che, nel declinare e dettagliare i contenuti definiti a scala regionale, assicuri un’alta permeabilità ecologica del territorio nelle sue diverse articolazioni e l’equilibrio delle relazioni fra componenti naturali, seminaturali e antropiche dell'ecosistema.

  • Per la “Rete ciclabile di interesse sovralocale (regionale e provinciale)” di nuova previsione il il PTC individua appositi “corridoi di salvaguardia” e conseguenti “prescrizioni”, finalizzati a garantire la progettazione e localizzazione degli itinerari riconosciuti di livello ed interesse regionale e provinciale tra cui la progettazione, la promozione e la realizzazione della ciclovia turistica dei “Due Mari -itinerario cicloturistico denominato delle valli aretine”, in esecuzione e secondo le finalità del protocollo di intesa sottoscritto tra i diversi soggetti istituzionali interessati, anche in forma complementare con il progetto di recupero e riqualificazione funzionale della ferrovia dismessa Arezzo – San Sepolcro.