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  • Le tratte stradali di interesse paesistico costituiscono un complesso di beni patrimoniali a carattere lineare di specifica valenza paesistico percettiva, rappresentato dalle tratte stradali che per giacitura e configurazione consentono di fruire del paesaggio circostante, di esercitare particolari e speciali punti di vista sulle valli, le pianure e le pendici collinari e montane, ovvero offrono il godimento di particolari viste panoramiche. I tratti stradali di interesse paesistico eccezionale o rilevante sono stati definiti tali dal PTC in rapporto all'integrità del manufatto stradale, alla qualità ambientale del tracciato (rapporto col suolo, arredo arboreo, sistemazioni delle opere) e al suo potenziale panoramico (visuali aperte verso ambiti territoriali di pregio ambientale). Per queste caratteristiche il bene patrimoniale considerato è trasversale ai diversi morfotipi insediativi che il PIT/PPR riconosce nel territorio della provincia di Arezzo.

  • Il PTC effettua la ricognizione preliminare delle attrezzature, dei servizi, delle dotazioni, dei parchi e del verde attrezzato di livello comunale ed intercomunale, con valore esclusivamente conoscitivo, individuando altresì i seguenti “Servizi e le attrezzature di area vasta e/o competenza provinciale” ritenuti essenziali al perseguimento delle strategie di sviluppo territoriale provinciale e di area vasta.

  • Per le “Antiche percorrenze ed itinerari di interesse storico documentale”, i percorsi qualificabili quali “Rete escursionistica regionale” e le “Ippovie di interesse regionale e provinciale”, la provincia promuove accordi e intese interistituzionali e, più in generale, con le associazioni e le agenzie (comunque denominate) interessate all’utilizzazione e fruizione, finalizzate a promuoverne forme innovative di gestione e manutenzione.

  • Il PTC individua appositi “corridoi di salvaguardia” (rappresentati con valore indicativo ed orientativo nello stesso elaborato QP.8 Assetto del territorio. Infrastrutture e rete della mobilità - carta in scala 1:100.000) e definisce conseguenti indicazioni con efficacia di “prescrizioni”, secondo quanto riportato nell’Allegato denominato “QP.2b Allegati alla Parte strategica (Strategia dello sviluppo sostenibile)”, finalizzati a garantire la localizzazione delle seguenti previsioni di livello ed interesse nazionale o regionale.

  • Per le “Antiche percorrenze ed itinerari di interesse storico documentale”, i percorsi qualificabili quali “Rete escursionistica regionale” e le “Ippovie di interesse regionale e provinciale”, la provincia promuove accordi e intese interistituzionali e, più in generale, con le associazioni e le agenzie (comunque denominate) interessate all’utilizzazione e fruizione, finalizzate a promuoverne forme innovative di gestione e manutenzione.

  • Le ville e i giardini “di non comune bellezza” e le relative aree di pertinenza costituiscono un’eccellenza paesaggistica ed insediativa nel complesso sistema dei beni patrimoniali caratterizzanti il territorio provinciale, esplicitamente enunciata nella denominazione stessa del bene patrimoniale considerato. Diffuse nel numero e nella localizzazione, le ville e i giardini di “non comune bellezza” sono insediamenti a carattere puntuale strutturanti il paesaggio rurale della provincia, così come, differenti per epoca di impianto e matrice storica, essi rappresentano un sistema persistente di presidi rurali di straordinario valore, la cui qualificazione formale e complessità delle singole strutture varia in rapporto ai diversi ambiti territoriali che caratterizzano il territorio provinciale. Per queste caratteristiche sono trasversali ai diversi morfotipi insediativi che il PIT/PPR riconosce nel territorio della provincia di Arezzo.

  • Il PTC, in forma complementare al PIT/PPR (articolo 8 della Disciplina del piano del PIT/PPR) e alla Parte II Capo II della presente disciplina (Patrimonio territoriale ed Invarianti Strutturali), concorre alla tutela dei caratteri ecosistemici del paesaggio che costituiscono la struttura biotica dei paesaggi toscani ed aretini e che definiscono nel loro insieme un ricco eco-mosaico, ove le matrici dominanti risultano prevalentemente forestali o agricole, cui si associano elevati livelli di biodiversità e importanti valori naturalistici e ambientali. A tal fine il PTC persegue l’obiettivo generale di elevamento della qualità ecosistemica del territorio, attraverso la costituzione di una efficiente Rete ecologica provinciale che, nel declinare e dettagliare i contenuti definiti a scala regionale, assicuri un’alta permeabilità ecologica del territorio nelle sue diverse articolazioni e l’equilibrio delle relazioni fra componenti naturali, seminaturali e antropiche dell'ecosistema.

  • Aree di pertinenza dei centri antichi rappresentate nella loro configurazione storicamente consolidata, per la salvaguardia del valore paesaggistico degli stessi da realizzarsi tramite la rigorosa e prioritaria tutela dell’intorno territoriale contiguo.

  • Il PTC, in forma complementare al PIT/PPR (articolo 8 della Disciplina del piano del PIT/PPR) e alla Parte II Capo II della presente disciplina (Patrimonio territoriale ed Invarianti Strutturali), concorre alla tutela dei caratteri ecosistemici del paesaggio che costituiscono la struttura biotica dei paesaggi toscani ed aretini e che definiscono nel loro insieme un ricco eco-mosaico, ove le matrici dominanti risultano prevalentemente forestali o agricole, cui si associano elevati livelli di biodiversità e importanti valori naturalistici e ambientali. A tal fine il PTC persegue l’obiettivo generale di elevamento della qualità ecosistemica del territorio, attraverso la costituzione di una efficiente Rete ecologica provinciale che, nel declinare e dettagliare i contenuti definiti a scala regionale, assicuri un’alta permeabilità ecologica del territorio nelle sue diverse articolazioni e l’equilibrio delle relazioni fra componenti naturali, seminaturali e antropiche dell'ecosistema.

  • Reticolo idrografico principale e secondario caratterizzato da alti livelli di qualità ecologica complessiva (qualità delle acque e dell’habitat fluviale) e/o dalla presenza di specie vegetali e animali ecologicamente caratteristiche, corrispondente ai nodi e agli ecosistemi fluviali di elevata idoneità della rete ecologica fluviale. Si tratta quindi di tratti di ecosistemi fluviali con funzione di sorgente di biodiversità acquatica spesso caratterizzati da acque classificate asalmonidi, da vegetazione ripariale più o meno continua e sviluppata, e da uno Stato Ecologico elevato oppure buono.